Come garantirsi il successo di un programma di Ambasciatore di Marchio

, 26 Aprile 2018

Hai deciso di lanciare un programma di Ambasciatore di marchio?  È una bella sfida. Cerca di concentrarti sull’essenziale: il reclutamento dei suoi membri! È la tappa più strategica in assoluto, in quanto gli Ambasciatori reclutati, in generale, rimangono il volto del tuo marchio per molto tempo. Fatto questo, sarà necessario guidarne i primi passi. Ecco una guida pratica per intraprendere al meglio questa avventura.

Ma innanzitutto, se ancora non l’hai fatto, ti invitiamo a dare un occhio al nostro ultimo articolo, che tratta delle differrenza tra influencer e Ambasciatore.

Reclutare Ambasciatori di prima scelta

La prima tappa è quella di promuovere il tuo programma, con un post sul tuo blog o un video. Non è necessario fuoriuscire dai tuoi canali abituali se desideri reclutare i tuoi futuri Ambasciatori tra i tuoi clienti o fra gli abbonati già esistenti. Fatto questo, cerca di aprire le porte alle candidature, ma tramite formulari sufficientemente esigenti.

Che la selezione abbia inizio! I criteri sono i seguenti:

  • Il candidato è già un fruitore (fedele) del tuo prodotto o dei tuoi servizi.
  • La motivazione primaria del candidato non è il guadagno ad ogni costo.
  • Il candidato è pronto a mettersi in mostra per promuovere il tuo marchio.
  • Il candidato dispone di un minimo di influenza sui social, sui forum o via un blog.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, non è necessario che l’Ambasciatore di Marchio sia già un macro-influencer rinomato. Una pratica consiste nell’aiutare l’Ambasciatore di Marchio ad accrescere la sua influenza una volta che è stato reclutato, per permettergli di evolversi promuovendo il tuo marchio. La sua riconoscenza e la sua fedeltà ne saranno ancora più rinforzate.

Rudy è l’ambasciatore di ASOS. Al giorno d’oggi dispone di 40.000 abbonati su Instagram, ed è diventato una pietra miliare della strategia di comunicazione di ASOS, sul social preferito dei millennial. (Copyright foto: @trobrilliants, Instagram)

Un marchio come ASOS dispone di un programma ambizioso, con ben 23 ambasciatori di Marchio, chiamati gli « Insiders ». Per il mercato francese, ritroviamo ad esempio Rudy Trobrillant (sic), un profilo relativamente sconosciuto ai suoi inizi, e che ha saputo accrescere la sua influenza comunicando sulle esperienze con il marchio.
Un altro canale di reclutamento possibile consiste nel “riciclare “un influencer. Se, in seguito ad una campagna puntuale, un influencer ha ottenuto risultati al di sopra delle aspettative, forse è possibile prolungare e rinforzare il partenariato, eleggendolo Ambasciatore di Marchio. In teoria è un modo abbastanza sicuro di procedere, ma di fatto è poco probabile che un influencer accetti di rinunciare a coprire gli altri marchi per diventare Ambasciatore, un ruolo che, per definizione, implica l’esclusività.

Ricompensare gli ambasciatori

Contrariamente a un influencer che andrebbe remunerato teoricamente in moneta sonante, le regole sono meno rigide che non con un Ambasciatore. Per quanto riguarda l’influencer, il contratto prevede in anticipo la visibilità da ottenere e la remunerazione corrispondente. Con un Ambasciatore, invece, la ricompensa può essere misurata dal marchio a seconda della contribuzione effettiva.
Va tenuto a mente che anche solo l’associazione del suo nome al tuo marchio è già una ricompensa per l’Ambasciatore, se quest’ultimo ha per il tuo marchio un certo rispetto. L’Ambasciatore spesso ha soprattutto bisogno di sentire che la sua collaborazione è apprezzata.

La collaborazione con il tuo Ambasciatore può evolversi, e diventare progressivamente sempre più importante: da rappresentante ufficioso, col tempo può benissimo diventare il vero e proprio volto del marchio. (Copyright foto: Alekzan Powell, Unsplash)

[/caption]Le ricompense o le prove di riconoscimento del marchio possono essere varie: inviti per eventi esclusivi, accesso a nuovi prodotti in anteprima, dotazioni in prodotti derivati del marchio, partecipazione alla strategia di comunicazione dell’azienda, visibilità offerta sugli account del marchio, etc. Dev’essere un accordo vantaggioso per entrambe le parti.

Un’altra possibilità è quella di associare il tuo programma co una componente Affiliate Marketing. L’Ambasciatore è quindi ricompensato con una commissione sulle vendite da lui generate. Più il suo lavoro è efficace, più verrà remunerato di conseguenza.

Naturalmente, se l’attività dell’Ambasciatore di Marchio necessita di un investimento a tempo pieno, il ruolo diventa un vero e proprio impiego e l’Ambasciatore va remunerato con un vero e proprio stipendio.

Inquadrare la collaborazione

È dunque essenziale stabilire un canale di comunicazione privilegiato tra il responsabile del programma interno e gli Ambasciatori. Questo vale ancora di più all’inizio del programma, quando gli Ambasciatori in generale hanno molte domande da fare.

Stabilire una relazione personale con l’Ambasciatore è essenziale, o nella vita reale, o a minima tramite videoconferenze Skype. (Copyright foto: Pixabay, Pexels)

[/caption]In particolare, è importantissimo permettere agli Ambasciatori di comunicare tra loro. Aprire uno spazio di discussione comune, su Slack ad esempio, è un buon inizio, anche se il tuo programma all’inizio comprende solo due o tre Ambasciatori. Si creerà quindi un processo di emulazione fra i diversi Ambasciatori, che non può’ che favorire la loro partecipazione attiva al programma…

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